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Il Seicento nell’arte

IL SEICENTO

È un secolo molto particolare; Firenze e il Veneto perdono il loro ruolo di importanti centri artistici, a scapito di Roma. In questo periodo viene valorizzata la religione cirstiana. Le chiese hanno una sola navata, spesso ellittica. Quella del ‘600 è un’arte di facciata, che deve fare spettacolo, coinvolgere e promuovere lo stato pontificio, ed è molto ridondante.
Le rappresentazioni sono forti, il Cristo è spesso raffigurato sanguinante, si cerca di colpire lo spettatore per la sofferenza espressa nelle opere. Il genere religioso è molto drammatico.
Inizia anche il genere delle nature morte, comprendenti immagini di frutta, fiori e verdure, oggetti e selvaggina (morta): lo sfondo è sempre a tinta unita. Anche il panneggio veniva molto usato, così come la tecnica ad inganna occhio, quando ad esempio venivano rappresentati foglietti di carta molto realistici. Continua a leggere…

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Andrea Palladio

PALLADIO

È uno dei migliori architetti del manierismo, e lavorò nel nord-est dell’Italia. Il suo maestro, Trissino, lo fece diventare architetto (prima infatti era solo uno scalpellino); grazie a lui inoltre si recò a Roma, dove conobbe l’arte classica.
Scrisse un trattato, “I quattro libri dell’architettura”, che definì i canoni classici degli ordini architettonici, la progettazione di ville patrizie, di palazzi pubblici e di ponti in legno o muratura.
Dà molta importanza al territorio circostanze e alle regole prospettiche, di cui fa un ampio uso; a suo detto l’architettura dev’essere amalgamata col paesaggio circostante. Durante il suo periodo poi la natura è rivalutata, e molte persone facoltose si trasferirono in campagna (ciò accadde ad esempio anche coi Medici a Firenze, che si spostarono a Palazzo Pitti e al suo Giardino di Boboli). Continua a leggere…

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