Bernini

GIAN LORENZO BERNINI
Era uno scultore, un pittore e un ritrattista. Rappresenta tutta la filosofia del tempo; è molto teatrale, e per questo viene anche criticato. Ebbe molte commissioni da parte della corte pontificia. Ebbe una stretta amicizia con Francesco Borromini, anche se poi le loro strade si divisero, in quanto Bernini continuò a lavorare per il papa, mentre l’altro per i monaci. Lavoro molto a Roma, città ricca di acque, dove costruì pertanto una gran moltitudine di fontane, collaborando anche con il padre, Pietro.

LA BARCACCIA

Frutto della collaborazione tra padre e figlio, il complesso scultoreo, situato in Piazza di Spagna ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, rappresenta una nave merci quasi sommersa dalle acque. Tra le varie decorazioni possiamo trovare quella araldica della famiglia pontificia, i Barberini, che hanno commissionato l’opera.

Nella FONTANA DEL MORO possiamo vedere un intreccio di tritoni e delfini e molta teatralità.

APOLLO E DAFNE

Secondo le “Metamorfosi” di Ovidio, testo dal quale è stata tratta ispirazione, Apollo di era vantatao di saper usare arco e frecce come nessun altro; come punizione, Cupido lo fa innamorare di Dafne, che però aveva consacrato tutta sé stessa a Diana ed alla caccia, e quindi rifiuta Apollo. Quest’ultimo cerca di possedere la giovane con tutti i mezzi; dunque la fanciulla chiede aiuto al padre Penéo, dio dei fiumi, che la trasforma in un alloro. Bernini coglie il momento della metamorfosi, esaltando il movimento (ad esempio attraverso la rappresentazione dei corpi in torsione, con una linea di forza inclinata che congiunge le braccia di Apollo e Dafne). I due soggetti non sono isolati, ma si trovano perfettamente inseriti nello spazio che li circonda (grazie ad accorgimenti quali i capelli e il panneggio al vento, oppure i piedi che, trasformandosi in piante, poggiano su delle rocce). Le varie soluzioni artistiche finora elencate contribuiscono ad una grande teatralità. Bernini lavora il marmo con grande maestria e riesce a raffigurare molti particolari, il tutto mantenendo un notevole senso della proporzione. I due personaggi sembrano accennare una danza, elemento che stemperà un po’ della drammaticità della scena.

L’ESTASI DI SANTA TERESA

Si trova nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, e fu commissionata dalla famiglia Cornaro. È posizionata sopra l’altare, quindi il punto di vista è dal basso. La Santa è raffigurata mentre si fa trafiggere da Amore, anche se l’estasi viene rappresentata in maniera terrena e umana (si può dire a tal proposito che l’abbandono di Teresa sembra quasi sensuale), elemento che all’epoca non venne visto di buon occhio e rese l’opera oggetto di critiche. Il panneggio è molto ridondante, e possiamo notare anche qui una marcata teatralità. Il Bernini rappresentò anche due palchi laterali (in cui c’è una volta a botte cassettonata con delle colonne ioniche), in cui si trovano delle persone che guardano verso l’esasi, ed un ipotetico fascio di luce proveniente dalla finestra. È una cappella tipicamente barocca, con una grande abbondanza di elementi dipinti o architettonici, per cui la scultura sembra quasi perdersi.

FONTANA DEI FIUMI

Si trova in Piazza Navona. Ottenne la commissione papale grazie ad un modellino. Nella realizzazione venne poi aiutato da alcuni allievi. I 4 fiumi rappresentati simboleggiano i 4 continenti allora conosciuti (l’Oceania non era ancora stata scoperta), e sono: Gange, Nilo, Rio de la Plata e Danubio. È stata realizzata in travertino, una specie di marmo che col tempo cambia colore. Accanto alla fontana si trova la chiesa di Sant’Agnese in Agone, fatta da Borromini; Bernini pertanto inserisce nella sua fontana un personaggio che tiene le mani in alto, quasi a proteggersi dalla possibile caduta della costruzione dell’amico, con cui forse non era più in buoni rapporti.

BALDACCHINO DI SAN PIETRO

Venne commissionato dalla famiglia Barberini, e parte del bronzo usato venne preso dalle statue del frontone del Pantheon. Si doveva rapportare allo spazio dell’immensa cupola dipinta da Michelangelo, per cui rappresenta il luogo di sepoltura del santo come se fosse leggerissimo, anche se in realtà le colonne tortili (dalla classica forma “a vortice”) sono alte ben 11 metri e sono assai pesanti, soprattutto se si mette il complesso a confronto con le panchine che gli si trovano attorno. Le colonne, nella parte bassa, sono scanalate, e tra una scanalatura e l’altra ci sono degli inserti in bronzo dorato che conferiscono leggerezza. La scelta del colore, scuro, è data anche dalle pareti attorno, in quanto il nero sul bianco dei muri snellisce. Sopra le colonne troviamo degli architravi decorati in tal modo da sembrare pendoni (pezzi di stoffa).

COLONNATO DI SAN PIETRO

Dopo che si era finalmente riusciti a giungere alla forma definitiva della Basilica di San Pietro (nota anche come Papale Arcibasilica Patriarcale Maggiore Arcipretale di S. Pietro in Vaticano), mancava ancora il porticato: l’incarico per la sua costruzione fu dato al Bernini, che aveva già provveduto ad apportare alcune modifiche al corpo stesso della basilica, e che realizza qualcosa di molto scenografico, tipico dell’epoca. Egli suddivide lo spazio della piazza in due parti: la prima, a forma di trapezio rovescio con il lato maggiore lungo la facciata, che quindi, per effetto della prospettiva accelerata, assumeva più slancio; la seconda, di forma ovale (come in Campidoglio, per allargare lo spazio), con un imponente colonnato architravato dato da 4 file di colonne con fusto liscio e capitello corinzio. In origine l’accesso alla piazza doveva avvenire da due quartieri, Borgo Nuovo e Borgo Vecchio, che impedivano parzialmente la vista della basilica e creavano così grande stupore nello spettatore che si trovava improvvisamente di fronte l’imponente mole; il nuovo assetto urbano voluto da Mussolini, nel 1937, ha creato via della Conciliazione, dalla quale si ha una vista ben diversa da quella che Bernini aveva previsto nel progetto originario. Nei fuochi dell’ellisse disegnata dalla piazza si trovano due fontane, di Carlo Maderno e Carlo Fontana, mentre al centro c’è un obelisco. Sotto il colonnato (coperto da un tetto a due spioventi, con architrave stondato e statue di santi), che sembra quasi un abbraccio all’umanità, i fedeli si riparavano in caso di pioggia.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: