Giorgio Vasari

GIORGIO VASARI

Nato ad Arezzo, elogia i pittori fiorentini del Rinascimento, che hanno portato una nuova luce dopo il buio del Medioevo. Rivaluta l’importanza del disegno (infatti, su consiglio del Vasari, Cosimo I dei Medici fonderà l’Accademia delle arti del disegno, a Firenze). Fu uno scrittore (scrisse le “Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, nel quale possiamo trovare numerosi spunti biografici usati anche per studiare finora i vari artisti), inoltre fu anche disegnatore e pittore (anche un po’ architetto, ad esempio il corridoio vasariano).

Salone dei 500 a Palazzo Vecchio

Vi dipinse delle battaglie: si dice che abbia coperto la battaglia di Anghiari di Leonardo, che aveva usato l’encausto (tecnica pittorica che prevede la stesura dei colori mescolati a cera, che ha la funzione di legante), anche se poi a causa del caldo eccessivo i colori colarono e l’affresco si rovinò. Sulla parete di fronte a quelle dove c’era la battaglia di Anghiari doveva esserci un altro dipinto di Michelangelo, il quale però fece soltanto i cartoni preparativi. Vasari comunque nel suo affresco rappresenta una moltitudine di personaggi, tutti molto plastici (riprende questo aspetto da Michelangelo); vengono inoltre elogiati i fiorentini.

Cupola di Santa Maria del Fiore

Ha affrescato, assieme ad altri artisti, anche la cupola del Duomo di Firenze (progettata da Brunelleschi), anche se non ebbe il tempo di concludere l’incarico, che venne pertanto portato a termine da Federico Zuccari. È, questo, un ciclo di pitture assai vasto, che però non danno la giusta importanza alla cupola (infatti Vasari rappresentò moltissimi particolari, che però dal basso non potevano essere tutti notati).

Per quanto riguarda l’architettura il Vasari dette importanti contributi:

Palazzo degli Uffizi

All’inizio erano adibiti a uffici amministrativi dei Medici, poi divennero Museo Nazionale. Il modulo, è dato da: in basso, 2 colonne (quindi 3 spazi) con alternati pilastri che costituiscono il porticato. Sopra le colonne c’è un marcapiano, al di sopra del quale si trovano 3 finestre rettangolari (che servono a dare luce al mezzanino). Sopra ancora vi sono altre tre finestre, che però questa volta sono disposte in senso verticale; le due finestre laterali sono timpanate, mentre quella centrale è centinata. Sopra ancora troviamo delle logge, che una volta erano aperte mentre oggi sono state chiuse con delle vetrate per impedire l’ingresso dei volatili. Possiamo quindi capire che siamo di fronte ad un’architettura molto aggettante (che potremmo anche definire con buona ragione plastica) fatta in pietra serena grigia e intonaco bianco (il che viene ripreso sempre da Michelangelo). Bisogna anche dire però che tutto ciò è molto scenografico, non ha niente a che vedere con l’interno. Lo spazio che c’è tra i due corpi di fabbrica laterali unisce Piazza della Signoria all’Arno, ed è chiuso da un ulteriore corpo di fabbrica, con al centro una grande apertura a serliana, costituita da un arco centrale e ai lati altre due aperture architravate, sopra le quali troviamo altri due piani, l’ultimo dei quali è anch’esso chiuso con vetrate. Oggi l’intero complesso è adibito a museo.

IL CORRIDOIO VASARIANO

Collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, passando dalla chiesa di Santa Felicita (quella dove Pontormo aveva dipinto la “Deposizione”), sopra la porta d’ingresso, e passa anche da Ponte Vecchio, (dopo il ponte il percorso fa una deviazione in quanto vi si trovava la torre dei Mannelli, che però non vollero sciupare la loro torre facendovi passare il percorso del Vasari, il quale per l’appunto tracciare questo percorso alternativo). Il corridoio serviva perchè Cosimo II voleva spostarsi nella maniera più veloce possibile da un palazzo all’altro, ed era inoltre molto utile per oregliare: poteva sentire i discorsi del popolo e anche le congiure che magari erano messe in atto, grazie a delle finestre che si potevano aprire. Oggi il corridoio è abibito a pinacoteca; nella sua parte finale ci sono solo autoritratti. Dalla galleria si può avere una meravigliosa vista di Firenze, anche se l’accesso non è libero, ma può avvenire soltanto con delle visite guidate. Il corridoio fu progettato in un tempo molto breve, di soli 6 mesi.

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