Archivi per il mese di “marzo, 2012”

Bernini

GIAN LORENZO BERNINI
Era uno scultore, un pittore e un ritrattista. Rappresenta tutta la filosofia del tempo; è molto teatrale, e per questo viene anche criticato. Ebbe molte commissioni da parte della corte pontificia. Ebbe una stretta amicizia con Francesco Borromini, anche se poi le loro strade si divisero, in quanto Bernini continuò a lavorare per il papa, mentre l’altro per i monaci. Lavoro molto a Roma, città ricca di acque, dove costruì pertanto una gran moltitudine di fontane, collaborando anche con il padre, Pietro. Continua a leggere…

Artemisia Gentileschi

ARTEMISIA GENTILESCHI
Caravaggio non lasciò una scuola, ma degli esempi; abbiamo pertanto dei caravaggeschi, ovvero dei pittori che si rifacevano a lui. Orazio Gentileschi fu uno di questi, e la figlia, Artemisia, seguì le orme del padre. Nonostante una esistenza non facile e piuttosto tormentata (fu infatti vittima di uno stupro da parte di Agostino Tassi, amico del padre, che in teoria avrebbe dovuto introdurla alle regole della prospettiva), riuscì comunque ad emergere nel panorama artistico grazie al suo talento. Continua a leggere…

Caravaggio

IL CARAVAGGIO
Nato Michelangelo Merisi, era di indole alquanto violenta: dopo aver ucciso un uomo fu condannato a Roma, scappò in Sicilia, vagò per il Mediterraneo, e quando finalmente ricevette la grazia morì a Porto Ercole. Era un uomo lussuoso e prepotente. Per quanto riguarda la formazione il suo maestro, Cavalier d’Arpino (pittore romano) gli insegnò a dipinger le nature morte. Continua a leggere…

Il Seicento nell’arte

IL SEICENTO

È un secolo molto particolare; Firenze e il Veneto perdono il loro ruolo di importanti centri artistici, a scapito di Roma. In questo periodo viene valorizzata la religione cirstiana. Le chiese hanno una sola navata, spesso ellittica. Quella del ‘600 è un’arte di facciata, che deve fare spettacolo, coinvolgere e promuovere lo stato pontificio, ed è molto ridondante.
Le rappresentazioni sono forti, il Cristo è spesso raffigurato sanguinante, si cerca di colpire lo spettatore per la sofferenza espressa nelle opere. Il genere religioso è molto drammatico.
Inizia anche il genere delle nature morte, comprendenti immagini di frutta, fiori e verdure, oggetti e selvaggina (morta): lo sfondo è sempre a tinta unita. Anche il panneggio veniva molto usato, così come la tecnica ad inganna occhio, quando ad esempio venivano rappresentati foglietti di carta molto realistici. Continua a leggere…

Andrea Palladio

PALLADIO

È uno dei migliori architetti del manierismo, e lavorò nel nord-est dell’Italia. Il suo maestro, Trissino, lo fece diventare architetto (prima infatti era solo uno scalpellino); grazie a lui inoltre si recò a Roma, dove conobbe l’arte classica.
Scrisse un trattato, “I quattro libri dell’architettura”, che definì i canoni classici degli ordini architettonici, la progettazione di ville patrizie, di palazzi pubblici e di ponti in legno o muratura.
Dà molta importanza al territorio circostanze e alle regole prospettiche, di cui fa un ampio uso; a suo detto l’architettura dev’essere amalgamata col paesaggio circostante. Durante il suo periodo poi la natura è rivalutata, e molte persone facoltose si trasferirono in campagna (ciò accadde ad esempio anche coi Medici a Firenze, che si spostarono a Palazzo Pitti e al suo Giardino di Boboli). Continua a leggere…

Giorgio Vasari

GIORGIO VASARI

Nato ad Arezzo, elogia i pittori fiorentini del Rinascimento, che hanno portato una nuova luce dopo il buio del Medioevo. Rivaluta l’importanza del disegno (infatti, su consiglio del Vasari, Cosimo I dei Medici fonderà l’Accademia delle arti del disegno, a Firenze). Fu uno scrittore (scrisse le “Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri”, nel quale possiamo trovare numerosi spunti biografici usati anche per studiare finora i vari artisti), inoltre fu anche disegnatore e pittore (anche un po’ architetto, ad esempio il corridoio vasariano). Continua a leggere…

Il Manierismo

IL MANIERISMO

Quando Raffaello muore, nel 1520, ha inizio il tardo Rinascimento, o Manierismo. Il termine, coniato da Vasari, è dispregiativo, e sta ad indicare il modo di dipingere in una certa maniera: copiando gli altri. Tuttavia ciò non è del tutto vero, in quanto si cerca di andare avanti e di valorizzare il disegno. Si ricerca quella che è la grazia e la licenza, con cui per grazia si intende l’eleganza, e per licenza il rispetto delle regole.
Per ogni pittore c’è una regola, quindi scompaiono i canoni razionali del Rinascimento (ad esempio proporzioni classiche), ed il tutto è molto soggettivo. Manca quindi l’ordine, l’equilibrio e la razionalità del primo Rinascimento, in quanto vengono a mancare i valori e le sicurezze (a causa del periodo difficile). Ogni pittore cerca, a suo modo, di esaltare la realtà. Continua a leggere…

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